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Apicoltura Brandolin: Arnia biodinamica / Biodynamics Hive

Arnia biodinamica / Biodynamics hive

L’arnia a favo tondo

- praticare la biodinamica –

ARNIA favo tondo biodinamica L’arnia razionale inventata da un frate nel secolo scorso, ha permesso la realizzazione dell’apicoltura moderna. L’arnia a favo tondo rappresenta il ritorno alla natura, nel suo essere primitivo.

Il principio ispiratore è tratto dagli insegnamenti in agricoltura biodinamica del filosofo – pedagogista austriaco Rudolf Steiner (1861 – 1925), nonché dal libro “Le api” che raccoglie una serie di insegnamenti, dettati dallo stesso ad un gruppo di operai.

L’ape è un insetto soggetto nella sua nascita, inteso come passaggio da uovo, larva, pupa a insetto adulto a un ciclo di circa 21 giorni. Il ciclo di tre settimane, non corrisponde a un evoluzione lunare o terrestre, ma subisce il ciclo giornaliero della rotazione della terra sul suo asse. E’ possibile affermare che, al contrario di altri insetti, l’ape è condizionata dal ritmo solare. Nell’ape regina è possibile evidenziare maggiormente questo concetto, in quanto il ciclo di sviluppo è di circa 16 giorni.

Le altre caratteristiche che identificano l’ape come insetto solare sono:

ARNIA biodinamica favo L’apicoltura moderna si basa sulle tecniche d’uso razionale dei materiali, intendendo con ciò l’utilizzo di favi e di nidi che permettono la facile lavorazione e manipolazione, nonché una buon accettazione di questi vincoli geometrici da parte della famiglia d’api. Certamente la forma rettangolare per i favi e i cubi dei nidi, impongono alle api una gestione degli spazi, inteso come deposizione della covata e delle scorte di polline e di miele, soggetta a dei vincoli poco “naturali”. E’ conosciuto il problema della deposizione delle uova da parte della regina anche nei favi del melario, con conseguente inquinamento del sapore del miele prodotto, nel caso non venga posizionato l’escludi regina, peraltro di notevole intralcio nel lavoro interno della famiglia.

ARNIA favo tondo laterale Partendo dalle considerazioni di cui sopra, è stata disegnata e costruita l’arnia a favo tondo. Se ci poniamo infatti dalla parte delle api, osservandole e seguendo l’indicazione che da esse ci viene, risulta evidente che la forma circolare a disco dei favi, permette una deposizione migliore della regina, in quanto il moto a spirale segue la geometria del favo. L’accesso alle scorte di polline e miele mediante corone circolari a distanza costante rispetto alla covata, favorisce il lavoro delle api nutrici.

Il vantaggio dell’arnia a favo tondo e le differenze rispetto all’arnia a quella a cubo, si possono quindi riassumere:

ARNIA favo tondo singoli componenti Agli evidenti vantaggi dobbiamo contrapporre una complicazione costruttiva dettata dalla forma tonda, che impone vincoli costruttivi, nel taglio e assemblaggio dei materiali. Nel nostro caso abbiamo impiegato legno di abete di prima scelta, colla naturale e viti autofilettanti. La verniciatura esterna è stata effettuata a pennello usando una miscela di olio di lino e propoli a più mani. La resistenza meccanica dell’arnia a favo tondo ma soprattutto del favo è comunque notevolmente superiore a quella dell’arnia razionale. si presuppone quindi una maggior durata dei singoli componenti.
La presente documentazione è stata fornita in versione riassuntiva, esistendo sull’arnia un diritto di brevetto depositato.

Progetto Fulvio Brandolin, realizzazione: apicoltori Maurizio Bergamasco opere in legno, Sergio Zorzut per la realizzazione del foglio cereo e dell’armatura, Luigi Brandolin per le finiture.